CHIESA PARROCCHIALE DI S. MICHELE ARCANGELO

Data:
21 Febbraio 2019
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Nella parte più elevata del colle si erge la Chiesa Parrocchiale di S. Michele Arcangelo, restaurata dopo il 1799 e rimasta chiusa fino al 1808, anno in cui il Vescovo Saverio Marini ed i priori di Greccio avviarono le prime iniziative di recupero affidando l'incarico dei lavori dapprima al Bernasconi di Rieti e, successivamente all'Ing. Fedeli nel 1825.

Gli ultimi importanti interventi edilizi in S. Michele Arcangelo risalgono al periodo 1939 - 1944: oltre al rifacimento del tetto e ad altri lavori negli spazi interni, furono eseguiti interventi strutturali che riguardarono il consolidamento delle fondazioni e delle pareti, che erano state seriamente lesionate dal terremoto del 1915.

L'interno della chiesa, arricchito da opere cinquecentesche, si presenta oggi come un'ampia aula rettangolare, di circa m. 10 X 16 escluso il presbiterio, coperta a volta di botte con due cappelle laterali dedicate a S. Antonio da Padova e alla Madonna Immacolata.

Quest'ultima, che è la cappella di sinistra, è impreziosita da decorazioni in stucco attribuite a Gregorio Grimani, che le realizzò nel 1636 in concomitanza con i lavori di edificazione della cappella stessa.

Entrando, sulla destra, di notevole interesse è il Fonte Battesimale.

L'altare maggiore è dedicato a San Michele Arcangelo, Patrono di Greccio, raffigurato in una grande tela anonima ottocentesca mentre, sulle pareti ed il soffitto, sono presenti affreschi di autore ignoto, raffiguranti l'Ultima Cena e la Pentecoste. Di notevole pregio un Calice in argento dorato del sec. XIX e, degno di nota, un Ostensorio della fine del seicento.

Di particolare interesse sono le due acquasantiere dell'ingresso, realizzate con marmo rosa di Cottanello.

A circa cinquanta metri dalla chiesa, a destra, si trova la torre campanaria, edificata nel seicento sui resti di una delle due torri sopravvissute, tra le sei che presidiavano l'antica cinta muraria medievale, della quale rimane, ben conservata, anche una porta di accesso con arco a sesto pieno.

Ricca di decorazioni e stucchi preziosi anche la chiesa di S. Maria del Giglio, che domina la piazza principale, ai piedi del borgo.

Di stile barocco, la Chiesa è molto simile a S. Michele Arcangelo, sia nelle dimensioni planivolumetriche che nei tratti estetici.

Anch'essa mononavata e coperta a volta di botte, ha un altare centrale e due laterali ornati da decorazioni in stucco di scuola romana, con influssi di Carlo Fontana.

L'altare maggiore dedicato alla Madonna, è decorato da un tondo a tempera raffigurante la Vergine col Bambino, datato al primo quattrocento attribuito ad anonimo artista umbro; sull'altare laterale di sinistra vi è una tela raffigurante l'Adorazione dei Pastori attribuita a Carlo Maratta e recentemente restaurata con il contributo dei fedeli di Greccio, sull'altare di destra una Madonna col Bambino, S. Giuseppe e S. Luigi Gonzaga, firmata B. Raoni (1784), in prossimità del presbiterio un Martirio dei missionari francescani in Marocco, opera ottocentesca del pittore romano Zoffoli, proveniente dal Museo Missionario di S. Giovanni in Laterano.

Nell'anno 2006 la facciata della chiesa è stata restaurata grazie alla generosità di una famiglia del paese, come ricorda una lapide all'ingresso.

All'interno dell'abitato, si trova poi la Cappellina di San Francesco, che la tradizione vuole edificata nel luogo in erigere, a poca distanza da lì, il Santuario

La storia vuole che Francesco d'Assisi, che dimorava sul Monte Lacerone dal 1209, sceso a predicare agli abitanti di Greccio, affidasse ad un bimbo un tizzone ardente perché lo lanciasse nel luogo dove avrebbe edificato la sua dimora.

E il tizzone raggiunse la parete rocciosa dove oggi sorge il Santuario Francescano circondato da un bosco di lecci.

Ultimo aggiornamento

Giovedi 21 Febbraio 2019