SANTUARIO FRANCESCANO

Data:
21 Febbraio 2019
Immagine non trovata

Conosciuto in tutto il mondo come la Betlemme Francescana, il Santuario è un poderoso complesso architettonico che sembra sorgere dalla nuda roccia.

Nucleo originario del Santuario è la Cappella del Presepio, edificata nel 1228, anno della canonizzazione del Santo, su una grotta dove, la notte di Natale del 1223,

San Francesco con l'aiuto di Messer Giovanni Velita signore di Greccio, previa autorizzazione pontificia, rappresentò per la prima volta nella storia del cristianesimo la nascita di Gesù, istituendo il primo Presepio. Essa è costituita da una piccola grotta scavata nella roccia, con una volta a botte a tutto sesto ribassato.

Sotto la moderna mensa dell'altare, la roccia viva dove il Santo depose il Simulacro di Gesù, mentre sulla parete retrostante, un pregevole affresco di scuola grottesca, restaurato nel 1952, rappresenta, in due scene, il Presepio di Greccio e la Natività di Betlemme con l'immagine della Vergine nell'atto di allattare il Bambino Gesù. All'estremità della lunetta, la Maddalena, protettrice degli eremiti.

Nel Presepio di Greccio viene riproposta l'iconografia dell'omonima scena dipinta da Giotto nella Basilica Superiore di Assisi: Francesco, che indossa la dalmatica bianca dei diaconi, inginocchiato, adora il Bambino, in alto, a destra, il sacerdote celebra la messa.

Dietro Francesco sono raffigurati tutti gli altri protagonisti di quell'evento: in primo piano, l'uomo vestito di una lunga tunica rossa è, secondo la tradizione locale, Giovanni Velita, il nobile grecciano discendente dei conti Berardi di Celano che diventò grande amico di Francesco, alla sua sinistra, sua moglie Alticama Castelli di Stroncone ed il popolo di Greccio.

Numerosi sono i tesori artistici custoditi fra le antiche mura del Santuario.

La parete esterna della cappella del Presepio è decorata da due affreschi raffiguranti S. Giovanni Battista e la Natività, entrambe avvicinati alla scuola del Maestro di Fossa, pittore abruzzese del XIV secolo.

Da qui, attraverso un corridoio, si accede all'antico convento costituito dal refettorio, dal dormitorio e dalla cella del Santo che conserva la roccia su cui S. Francesco dormiva, un documento prezioso della fedeltà assoluta per Madonna Povertà.

Questi tre ambienti, fanno certamente parte del primitivo eremo più volte citato dal Celano, in quegli episodi della vita del Santo che in esso si sono consumati.

Nel piccolo antro che li precede, vi è la minuscola cantina di S. Francesco.

Al piano superiore si trova la Chiesa di San Bonaventura risalente al 1228 ed eretta per ricordare la canonizzazione del Santo, da considerarsi, quindi, la prima chiesa a Lui dedicata nel mondo.

All'interno, degni di attenzione, troviamo un Primitivo Coro dei frati in legno, un affresco raffigurante il Beato Giovanni da Parma, una Madonna col Bambino, tondo in legno, attribuito al fiorentino Biagio D'Antonio (sec. XIV) allievo del Ghirlandaio, un frammento di affresco (sec. XV) rappresentante il Santo che a Poggio Bustone riceve la Remissione dei suoi peccati e Pala dell'Altare in legno raffigurante la Deposizione tra Santi (sec. XVI).

Dalla chiesa si esce sul piazzale del Santuario attraverso un piccolo oratorio.

Qui, si trova, una copia cinquecentesca del ritratto di San Francesco il cui originale, secondo la tradizione, fu eseguito su commissione di Jacopa dei Settesoli, quando ancora il Santo era in vita. S. Francesco è colto nell'atto di asciugarsi gli occhi con un fazzoletto, a ragione della grave infezione che lo affliggeva negli ultimi anni della Sua Vita. Nella parte più antica del convento, attigua alla medesima Chiesa e costruito sopra i primitivi abitacoli, si trova il Dormitorio Ligneo di San Bonaventura da Bagnoregio, risalente, secondo la tradizione, all'epoca in cui S. Bonaventura fu Generale dell'Ordine Francescano (1260 - 1270).

Si tratta di un ambiente veramente originale, con soffitto a capriate, nel quale, per mezzo di sottili tramezzature lignee, sono state ricavate piccole celle, separate da uno stretto corridoio centrale ed abitate dai frati fino al 1915.

Nella prima cella, secondo la tradizione, avrebbero dimorato, tra gli altri, i SS. Bernardino da Siena, Bonaventura da Bagnoregio.

All'uscita del dormitorio si trovano, non ancora aperte al pubblico, addossate alla roccia e poco distanti l'una dall'altra, la Grotta del Beato Giovanni da Parma (VII Ministro Generale dell'Ordine) dove visse in ascetica penitenza per ben 32 anni, dal 1257 al 1289 e la Celletta di San Francesco, luogo solitario della Sua preghiera personalissima.

All'interno di quest'ultima, sopra un piccolo altare, un affresco settecentesco ricorda il momento della morte del Santo.

Nell'ampio piazzale del convento, da cui si domina la verde conca reatina, si trova la nuova chiesa costruita nell'anno 1959 su progetto dell'architetto Carlo Alberto Carpiceci.

All'interno della chiesa si accede attraversi due portali in bronzo realizzati dal Maestro Lino Agnini.

L'interno prende luce dalla vetrate policrome di Padre Alberto Farina raffiguranti scene e personaggi legati alla vita di Francesco.

Nella chiesa sono conservati due interessanti presepi in terracotta e in legno, opera degli scultori Luigi Venturini e Lorenzo Ferri.

Nel matroneo della stessa chiesa è allestita una Mostra di Presepi, a testimonianza di come la creatività di San Francesco abbia contagiato il cuore degli uomini. Presepi, frutto della sensibilità di artisti, più o meno noti, che denotano la spontaneità semplice che un po' tutti ci portiamo dentro.

Ultimo aggiornamento

Giovedi 21 Febbraio 2019