SANTUARIO FRANCESCANO DEL PRESEPIO

Data:
21 Febbraio 2019
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IL LUOGO IDEALE PER RESPIRARE A PIENO L'ATMOSFERA MAGICA DELLA NATIVITA'

La storia vuole che Francesco d’Assisi, che dimorava sul Monte Lacerone dal 1209, sceso a predicare agli abitanti di Greccio, affidasse ad un bimbo un tizzone ardente perché lo lanciasse nel luogo dove avrebbe edificato la sua dimora. E il tizzone raggiunse la parete rocciosa dove oggi sorge il Santuario Francescano circondato da un bosco di lecci.

Conosciuto in tutto il mondo come la Betlemme Francescana, culla del Presepio, in virtù della scelta di San Francesco d’Assisi di far rivivere qui, nel Natale del 1223, la scena della Natività del Signore, il Santuario, che si trova a 635 metri di altitudine, su un versante ripido dei monti che orlano a Nord Ovest la Conca Reatina, è un poderoso complesso architettonico che sembra sorgere dalla nuda roccia e numerosi sono i tesori artistici custoditi fra le sue antiche mura.

Nucleo originario del Santuario è la piccola Cappella del Presepio, edificata nel 1228, anno della canonizzazione del Santo e ricavata nella grotta in cui, la notte di Natale del 1223, San Francesco d'Assisi rappresentò per la prima volta al mondo la Natività di Gesù.

Sotto la moderna mensa dell'altare, la roccia viva dove il Santo depose il Simulacro del Bambino. Sulla parete retrostante, un pregevole affresco di scuola giottesca, restaurato nel 1952 e successivamente nell'anno 2016 con interventi che hanno restituito la bellezza e la luminosità dei colori, rappresenta, in due scene, il Presepio di Greccio e la Natività di Betlemme con l'immagine della Vergine nell'atto di allattare il Bambino Gesù. All'estremità della lunetta, la Maddalena, protettrice degli eremiti.

Nel Presepio di Greccio viene riproposta l'iconografia dell'omonima scena dipinta da Giotto nella Basilica Superiore di Assisi: Francesco che indossa la dalmatica bianca dei diaconi, inginocchiato, adora il Bambino, in alto, a destra, il sacerdote celebra la S.Messa.

Dietro Francesco sono raffigurati tutti gli altri protagonisti di quell'evento: in primo piano, l'uomo vestito di una lunga tunica rossa è secondo la tradizione locale, Giovanni Velita, il nobile grecciano discendente dei conti Berardi di Celano che diventò grande amico di Francesco, alla sua sinistra, sua moglie Alticama Castelli di Stroncone ed il popolo di Greccio.

La parete esterna della cappella del Presepio è decorata da due affreschi raffiguranti S. Giovanni Battista e la Natività, entrambe avvicinati alla scuola del Maestro di Fossa, pittore abruzzese del XIV secolo.

Da qui, attraverso un corridoio, si accede al primitivo convento costituito dal refettorio dei frati, dal loro dormitorio e dalla cella del Santo, un piccolissimo angolo che conserva la roccia su cui S. Francesco riposava, un documento prezioso della fedeltà assoluta per "Madonna Povertà".

Questi tre ambienti fanno certamente parte del primitivo eremo più volte citato dal Celano, in quegli episodi della vita del Santo che in esso si sono consumati.

Nel piccolo antro che li precede si osservano i resti di una vaschetta per lavare le stoviglie, un semplice caminetto e la minuscola cantina di S. Francesco.

Al piano superiore si trova il Dormitorio ligneo del XIII secolo di San Bonaventura da Bagnoregio, Ministro Generale dell’Ordine (1260-1270). Si tratta di un ambiente veramente originale e suggestivo con soffitto a capriate, nel quale, per mezzo di sottili tramezzature lignee, sono state ricavate piccole celle separate da uno stretto corridoio centrale ed abitate dai frati fino al 1915. Nella prima cella a destra, la tradizione vuole che abbia dimorato lo stesso San Bonaventura. 

Accanto al Dormitorio ligneo vi è la Chiesa detta di San Bonaventura risalente al 1228, coperta a volta di botte a tutto sesto con decorazione a stelle ed eretta per ricordare la canonizzazione del Santo d’Assisi, da considerarsi, quindi, la prima chiesa a Lui dedicata nel mondo.

All'interno, degni di attenzione, un affresco raffigurante il Beato Giovanni da Parma, una Madonna col Bambino, tondo in legno, attribuito al fiorentino Biagio D'Antonio (sec. XIV) allievo del Ghirlandaio, un frammento di affresco (sec. XV) rappresentante San Francesco che a Poggio Bustone riceve la Remissione dei suoi peccati e una Pala d’Altare in legno raffigurante la Deposizione tra Santi (sec. XVI).

Un tramezzo ligneo separa una parte della piccola chiesa dal primitivo Coro dei Frati che conserva un leggio con antico Corale.

Dalla chiesa si esce sul piazzale del Santuario attraverso un piccolo oratorio.

Qui si trova una copia trecentesca del ritratto di San Francesco il cui originale, secondo la tradizione, fu eseguito su commissione di Jacopa dei Settesoli - una celebre ammiratrice dell'Assisiate - quando ancora il Santo era in vita. S. Francesco è colto nell'atto di asciugarsi gli occhi con un fazzoletto, a ragione della grave malattia che lo affliggeva negli ultimi anni della Sua vita.

Nell'ampio piazzale del convento, da cui si domina la verde conca reatina, si trova la nuova Chiesa costruita nell'anno 1959 su progetto dell'architetto Carlo Alberto Carpiceci.

All'interno della chiesa si accede attraverso due portali in bronzo realizzati, rispettivamente, dagli scultori Lino Agnini e Alberto Poli.

L'interno prende luce dalla vetrate policrome di Padre Alberto Farina raffiguranti scene e personaggi legati alla vita di Francesco.

Nella chiesa sono conservati due interessanti presepi in terracotta e in legno, opera degli scultori Luigi Venturini e Lorenzo Ferri.

Nel matroneo della stessa chiesa è allestita una Mostra di Presepi, a testimonianza di come la creatività di San Francesco abbia contagiato il cuore degli uomini. Presepi, frutto della sensibilità di artisti, più o meno noti, che denotano la spontaneità semplice che un po' tutti ci portiamo dentro.

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Ultimo aggiornamento

Martedi 08 Giugno 2021